In questi giorni l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale e la Regione Liguria, in qualità di soggetto attuatore della fase B della nuova diga foranea di Genova, sotto il coordinamento della Struttura Commissariale per la Ricostruzione di Genova hanno sottoscritto un aggiornamento dell’accordo firmato il 14 agosto 2025, che ne estende l’efficacia alle attività previste per tale fase B.
L’intesa consentirà il riutilizzo dei sedimenti marini provenienti dai dragaggi dei porti della Spezia e di Marina di Carrara per il riempimento della nuova diga foranea di Genova, assicurando continuità a un modello operativo fondato sulla sostenibilità ambientale e sull’impiego efficiente delle risorse. Un’intesa destinata a costituire un modello di cooperazione tra enti pubblici, capace di promuovere concrete pratiche di economia circolare nella realizzazione di grandi opere infrastrutturali, riducendo il ricorso a materie prime naturali, valorizzando i materiali derivanti dai dragaggi e contribuendo alla salvaguardia dell’ambiente.
Il nuovo accordo incrementa di 200mila metri cubi il volume di sedimenti riutilizzabili presso la diga di Genova ai già previsti 500 mila metri cubi del precedente accordo, amplificando, in tal modo, gli effetti ambientali positivi dell'operazione.
CARLO DE SIMONE – Sub Commissario Ricostruzione Genova «Quello della nuova diga foranea è il primo caso in Italia di applicazione del principio europeo DNSH – Do No Significant Harm – alla gestione dei materiali tra mega cantieri. Attorno alla diga abbiamo costruito una vera e propria filiera della circolarità che mette in rete le grandi opere in corso a Genova e in Liguria e che consentirà di recuperare oltre 5 milioni di metri cubi di materiali provenienti da scavi, dragaggi e demolizioni, destinati ai riempimenti dell'opera al posto di materie prime vergini estratte da cava. L'aggiornamento dell'accordo sottoscritto oggi consolida questo modello e lo estende alla Fase B, con procedure che garantiscono controlli rigorosi e piena tracciabilità di ogni singolo conferimento. I vantaggi economici sono rilevanti, con risparmi per la finanza pubblica stimati nell'ordine di 500 milioni di euro, ma altrettanto importanti sono quelli ambientali: meno prelievo di risorse naturali, meno smaltimenti, meno trasporti su strada e quindi meno emissioni. È un metodo di lavoro che nasce a Genova e che è destinato a diventare un riferimento nazionale per la realizzazione delle grandi infrastrutture.»
GIACOMO GIAMPEDRONE, Assessore alle Infrastrutture di Regione Liguria «Con questo aggiornamento la Liguria dimostra, ancora una volta, di sapersi muovere come un unico sistema. Regione Liguria, in qualità di soggetto attuatore della Fase B della nuova diga foranea, ha voluto garantire che il meccanismo virtuoso avviato nel 2025 non si fermasse al primo stralcio dell'opera, ma accompagnasse l'intero percorso di costruzione. La possibilità di conferire i sedimenti anche nei cassoni della Fase B, insieme all'incremento dei volumi, ci permette di dare certezza ai cronoprogrammi di tutti i soggetti coinvolti: chi draga sa dove e quando potrà conferire, chi costruisce sa di poter contare su un flusso continuo di materiale. È il ruolo che la Regione intende esercitare su tutte le grandi opere del territorio: una regia unica che tiene insieme le esigenze dei porti di Genova, della Spezia e di Marina di Carrara e le trasforma in un beneficio concreto per i cittadini, per il lavoro e per l'ambiente della nostra regione.»
MATTEO PAROLI – Presidente Autorità di Sistema del Mar Ligure Occidentale «L'aggiornamento dell'accordo sottoscritto nel 2025 consente di ampliare una soluzione già avviata, incrementando i quantitativi di sedimenti riutilizzabili e introducendo una maggiore flessibilità operativa nella realizzazione della nuova diga foranea di Genova. Si tratta di un intervento che accompagna la realizzazione di una delle più complesse opere marittime oggi in costruzione in Europa, coniugando le esigenze di un'infrastruttura strategica con i principi dell'economia circolare. Il riutilizzo dei sedimenti idonei consente infatti di ridurre il ricorso a nuove materie prime, valorizzando materiali provenienti dai dragaggi attraverso procedure rigorose, pienamente conformi alla normativa e sottoposte ai previsti controlli ambientali. La collaborazione tra l'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale e quella del Mar Ligure Orientale conferma come la cooperazione tra istituzioni possa tradursi in soluzioni concrete, capaci di coniugare sviluppo infrastrutturale, sostenibilità ambientale ed efficienza nella realizzazione delle opere pubbliche. Anche la gestione dei materiali necessari alla costruzione della nuova diga risponde agli stessi criteri di sicurezza, sostenibilità ed efficienza che guidano l'intero progetto.»
BRUNO PISANO – Presidente Autorità di Sistema del Mar Ligure Orientale “Stiamo affrontando una stagione di grandi cambiamenti che aumenteranno sensibilmente lo spazio ed i volumi di traffico nel porto della Spezia, grazie a importanti investimenti pubblici e privati dove le operazioni di dragaggio risultano essere centrali al fine di supportarne la fattibilità. Si tratta di un progetto ampio e ambizioso che nella prima fase già prevedeva il conferimento nei cassoni della diga di Genova di 500mila metri cubi di sedimenti, cui si sommano oggi, a fronte di nuove necessità, 200mila metri cubi. Desidero ringraziare sia la Regione Liguria sia l’Adsp del Mar Ligure Occidentale per essere venute incontro alle mutate esigenze relative al nostro progetto, dimostrando sensibilità e spirito di collaborazione. È un segnale importante il fatto che due sistemi portuali appartenenti al medesimo territorio facciano squadra con le istituzioni di fronte a situazioni articolate e complesse come questa. Con questo accordo possiamo procedere con maggiore serenità nel percorso di sviluppo del nostro sistema portuale.”